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Microsoft “perderebbe” 2.5 miliardi di dollari non rilasciando Office per iPad

Secondo Adam Holt, analista di Morgan Stanley, il “gran rifiuto” di rilasciare Office per iOS costerebbe a Microsoft circa 2.5 miliardi di dollari all’anno.

Ora questo mi porta alle seguenti considerazioni:

– Microsoft continua a comportarsi come se fosse monopolista anche in un mondo (quello mobile) in cui non conta praticamente niente. Dovrebbe iniziare a comportarsi (con umiltà) come se fosse uno sviluppatore come gli altri.

– Apple “perderebbe” insieme a Microsoft circa 750 milioni dollari di royalty. Ovvero poco meno del miliardo di dollari che secondo alcuni Google paga ad Apple per rimanere il motore di ricerca di default su iOS.

– Gli analisti non capiscono niente del mondo tablet / mobile: personalmente credo che gli utenti mobile siano molto meno “sensibili” al richiamo di Office (grazie anche alle tantissime alternative online e  non) rispetto agli utenti del mondo dei PC Desktop. E questo è il vero problema di Microsoft.

Caccia a Ottobre rosso

I prossimi giorni si annunciano piuttosto intensi sul fronte mobile: tra l’annuncio atteso dell’iPad mini, quello di Surface (e di Windows 8) di Microsoft, i nuovi Nexus di Google e il rilascio dei nuovi modelli di Fire da parte di Amazon e dei nuovi Lumia di Nokia, tutti i protagonisti “principali” del mondo mobile si preparano a muovere le pedine sull’enorme scacchiera delle vendite di Natale.

Tuttavia due nomi pesanti restano fuori da questa arena: RIM (che continua a promettere il suo nuovo sistema 10, atteso tra qualche mese) e HP che dopo aver avuto in mano la chance Palm (gettata al vento) ha già fatto sapere che per il 2013 nessun prodotto mobile verrà rilasciato (come dice Gruber: “take your time”.

Non so come finirà, ma penso che l’anno prossimo ci saranno decisamente meno contendenti.

 

17 milioni di iPad.

Le reazioni ai risultati dell’ultimo trimestre di Apple annunciati ieri sono state “varie”.Per la prima volta in tanto tempo i risultati non sono stati “strepitosi” e questo può portare qualcuno a gridare al “quando c’era Jobs”. In realtà “il meglio deve ancora venire”: nella pipeline di Apple c’è sicuramente il nuovo iPhone, il rinnovo della gamma Mac in salsa “Retina”, un probabile iPad mini (o come si chiamerà), nuovi iPod Touch e nuovi iPod nano.  E all’orizzonte c’è sempre la mitica televsione marchiata Apple (semmai dovesse arrivare).

Insomma di carne al fuoco ce n’è tanta ma i mercati, si sa, vedono solo quello che vogliono vedere (e non vedono quello che non vogliono vedere)

Personalmente non posso non continuare a pensare che Apple, nel trimestre più “sfigato” dell’anno, nella congiuntura economica più “sfigata” degli ultimi anni, è riuscita a vendere 17 milioni di iPad (e il modello più “economico” costa ancora 399 dollari).

E continuo a chiedermi cosa succederà quando (e se) prima di questo Natale dovesse davvero arrivare un modello da 199 dollari…

Ecco il primo prototipo dell’iPad. Ma dov’è quello Samsung?

Sul web sono apparse, in questi ultimi giorni, una serie di foto che mostrano un prototipo (del 2004) del primo “iPad”

Inutile dire che date le tecnologie del tempo il prototipo è decisamente più grande, grosso e “goffo” di quello poi rilasciato (ben) sei anni dopo nel 2010.

Non vedo l’ora di vedere le foto dei prototipi (immagino di quegli stessi anni) del Galaxy Tablet e del Nexus S.

Apple potrebbe vendere 6 milioni di iPad mini. Davvero?

Secondo Gene Munster, citato da AppleInsider, Apple potrebbe vendere ben sei milioni di iPad mini nella stagione delle feste di fine 2012. Un dato impressionante. Ma c’è un “ma”.

Apple non ha ancora annunciato un prodotto del genere. Sicuramente sull’argomento girano numerose indiscrezioni (alcune da fonti autorevoli). Ma al momento non si sa niente di certo.

Qul che è certo è che se dovesse davvero esistere un “iPad mini” allora farà parte di una strategia di Apple ben precisa e pianificata; Apple potrebbe decidere di rilasciare un prodotto del genere non solo per questioni di concorrenza (Nexus S, Kindle Fire) ma soprattutto per “accaparrarsi” una enorme quantità di componenti di cui ha bisogno (memorie, fotocamere, schermi) e tagliare le gambe ai competitor proprio su questi aspetti. Tim Cook è un maestro in questo genere di cose.

Ma da qui a prevedere il numero di unità vendute, ce ne passa.

 

Caricare un iPad costa 1.36 dollari l’anno.

Da un articolo pubblicato su Infoneer Pulse:

“il caffè che bevi mentre giochi con il tuo iPad? Ti costa di più di tutta la corrente elettrica che utilizzerai per ricaricare il dispositivo per un anno intero.”

E’ incredibile il livello di consumi (bassissimi) che si è raggiunto con l’elettronica moderna.

Solo i dati.

Luke Wroblewski segnala alcuni dati (impressionanti) tratti dal Keynote di ieri:

  • Su AppStore sono disponibili oltre 650.000 apps, di cui 225.000 scritte specificamente per iPad.

RIM sospende la produzione del PlayBook 16Gb.

RIM ha annunciato la fine del PlayBook versione 16GB. Restano (per ora) a listino i modelli da 32gb e 64gb.

Annunciato come l’anti iPad, il PlayBook è arrivato in ritardo sul mercato e con il sistema operativo incompleto (la versione 1.0 non aveva un client di posta integrato, una specie di anatema per un dispositivo marchiato BlackBerry) e non ha mai incontrato il favore del pubblico, nonostante il prezzo “in stile” Kindle Fire degli ultimi mesi.

RIM ha sempre cercato di posizionare il PlayBook come tablet professionale (e non di intrattenimento). Non chiedetemi perché lo abbiano chiamato PlayBook.