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Google ha una idea innovativa: aprire una catena di negozi.

Il WSJ riporta (e non è il solo) che Google starebbe lavorando sull’apertura di una catena di negozi negli USA per promuovere i propri prodotti presenti (e soprattutto futuri tra cui il fantomatico X Phone con l’ausilio di Motorola). L’ennesima idea originale ed innovativa made in Mountain View.

Google Play sa chi sei e lo dice ai developer.

Una gigantesca falla (involontaria?) in Google Play permette agli sviluppatori di ottenere informazioni rilevanti e sensibili su chi scarica e acquista le app sul Play Store di Google (tra cui email e localizzazione geografica). La scoperta di uno sviluppatore Austrialiano ha fatto il giro del mondo e ha persino provocato un tentativo di insabbiamento da parte del colosso di Mountain View.

Siamo alle solite: sei non paghi per un prodotto, il prodotto in vendita sei tu.

 

Microsoft “perderebbe” 2.5 miliardi di dollari non rilasciando Office per iPad

Secondo Adam Holt, analista di Morgan Stanley, il “gran rifiuto” di rilasciare Office per iOS costerebbe a Microsoft circa 2.5 miliardi di dollari all’anno.

Ora questo mi porta alle seguenti considerazioni:

– Microsoft continua a comportarsi come se fosse monopolista anche in un mondo (quello mobile) in cui non conta praticamente niente. Dovrebbe iniziare a comportarsi (con umiltà) come se fosse uno sviluppatore come gli altri.

– Apple “perderebbe” insieme a Microsoft circa 750 milioni dollari di royalty. Ovvero poco meno del miliardo di dollari che secondo alcuni Google paga ad Apple per rimanere il motore di ricerca di default su iOS.

– Gli analisti non capiscono niente del mondo tablet / mobile: personalmente credo che gli utenti mobile siano molto meno “sensibili” al richiamo di Office (grazie anche alle tantissime alternative online e  non) rispetto agli utenti del mondo dei PC Desktop. E questo è il vero problema di Microsoft.

La versione beta dell’hardware.

Google ha annunciato di aver ritardato il rilascio del Nexus Q lo “strano” dispositivo di streaming A/V presentato in pompa magna alla Google I/O di qualche settimana fa.

Il Nexus Q è (o forse bisognerebbe dire “era”) il primo tentativo di produrre un hardware “in proprio” per la società di Mountain View (che aveva condito il lancio in salsa patriottica annunciando il prodotto era completamente costruito negli USA).

Risultato: un prodotto hardware strano (anche se con design innovativo), caro (299 dollari!), in ritardo sul mercato e accompagnato da prime recensioni disastrose.E’ probabile che in Google si siano accorti che è decisamente più semplice rilasciare le versioni beta del software che dell’hardware.

 

Qualsiasi cosa pur di superare Apple.

The Verge riporta che lo sviluppatore di Dead Trigger ha reso la sua app grauita su Android:

“Lo sviluppatore del gioco ha scritto su Facebook di aver deciso di rendere la App free su Android a causa dell’ “incredibilmente alto” numero di versioni pirata del gioco”.

Google ha deciso di prendere qualsiasi scorciatoia possibile pur di battere Apple: accordi con gli operatori, sistema non aggiornabile, contenuti facilmente copiabili. Al momento è riuscita ad arrivare ad oltre il 50% del mercato. Ma è una strategia che può durare anche nel medio o lungo periodo?

 

Ecco il primo prototipo dell’iPad. Ma dov’è quello Samsung?

Sul web sono apparse, in questi ultimi giorni, una serie di foto che mostrano un prototipo (del 2004) del primo “iPad”

Inutile dire che date le tecnologie del tempo il prototipo è decisamente più grande, grosso e “goffo” di quello poi rilasciato (ben) sei anni dopo nel 2010.

Non vedo l’ora di vedere le foto dei prototipi (immagino di quegli stessi anni) del Galaxy Tablet e del Nexus S.

Marissa Mayer da Google a CEO di Yahoo

Marissa Meyer, uno dei top executive di Google nonchè Google employee numero 20, ovvero da “sempre”, ha lasciato il colosso di Mountain View per la traballante Yahoo.

Lo riporta, tra gli altri, il New York Times  che traccia un profilo della carriera (fin qui stellare) di una delle facce più “pubbliche” di Google.

A 37 anni la Meyer è così a capo di una delle (ex) superpotenze di Internet (ed è così tanto preparata da avere persino qualche chanche di riportarla in auge).

Non posso fare a meno di pensare alla carriera che le sarebbe stata riservata in un paese come il nostro.

 

Google potrebbe pagare 22.5 milioni di dollari di multa.

Dal WSJ:

 “Google potrebbe essere vicino ad chiudere un’accordo con la FTC per il pagamento di una multa da 22.5 milioni di dollari per aver bypassato (con l’imbroglio) i settaggi di privacy sull’iPhone”

Don’t be evil.

Amazon prepara il suo Kindle Phone

Secondo Bloomberg:

“Amazon sta sviluppando uno smartphone per competere con iPhone. Il dispositivo sarebbe basato su Android secondo due fonti attendibili”

Se dovesse accadere come per i tablet l’entrata di Amazon nel mondo degli smartphone rischia di mischiare le carte più nel mondo Android (dove al momento Samsung regna sovrana) che in casa Apple.

Non a caso Google è stata “costretta” a rilasciare il Nexus 7 proprio come concorrente del Kindle Fire (oltre che di iPad, ovviamente)

Alla fine arriva Surface.

Microsoft ha da poco presentato il suo nuovo tablet Surface, anche se più corretto sarebbe dire la famiglia di tablet trattandosi di due prodotti ben distinti, uno basato su Intel e l’altro su ARM, entrambi “powered” da Windows 8.

L’azienda di Redmond ha sicuramente “preso in prestito” qualche pagina dal “libro” di Apple:

  • ha presentato un prodotto “chiuso” di cui controlla il design sia dell’hardware che del software di base.
  • ha spinto sul design e sui materiali ed ha “perfezionato” le smart cover aggiungendo una tastiera nella cover
  • segue una strategia “multicolore” di sicuro appeal e che rende il nuovo Tablet più giocoso e meno serioso dei tantissimi concorrenti Android.
D’altro canto Microsoft ha invece decisamente imboccato una strada differente da Apple in altri ambiti:
  • Ha annunciato un prodotto senza dire ne quanto costa, ne quando sarà disponibile, ne in quali mercati. Argh.
  • ha confuso sin da subito gli utenti e la linea di prodotti presentando due versioni dello stesso tablet basate su due architetture differenti (e quindi con possibilità molto diverse dal punto di vista software ed anche differenze di design)
  • ha chiarito, molto bene, che la tastiera non viene considerata dalle parti di Redmond come un optional ma quasi come un must-have.
  • sembra che abbia preferito uno schermo a bassa risoluzione contrariamente alla “moda” degli ultimi tempi.
Avrà successo la strategia di Microsoft? Per saperlo bisognerà attendere l’arrivo effettivo sul mercato, il quando determinerà anche quali saranno i competitor diretti.
Quella di Microsoft è però una scelta coraggiosa e dimostra (a Samsung e agli altri) che si può pensare un tablet diverso (almeno in parte) da quelli di Apple ma soprattutto Redmond va in netta controtendenza con quanto accade dalle parti di Android dove, tra Kindle Fire e indiscrezioni per la prossima Google I/O, sembra si preferisca invece evitare lo “scontro frontale” con iPad e optare per schermi di piccole dimensioni e prezzi più contenuti.