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Microsoft “perderebbe” 2.5 miliardi di dollari non rilasciando Office per iPad

Secondo Adam Holt, analista di Morgan Stanley, il “gran rifiuto” di rilasciare Office per iOS costerebbe a Microsoft circa 2.5 miliardi di dollari all’anno.

Ora questo mi porta alle seguenti considerazioni:

– Microsoft continua a comportarsi come se fosse monopolista anche in un mondo (quello mobile) in cui non conta praticamente niente. Dovrebbe iniziare a comportarsi (con umiltà) come se fosse uno sviluppatore come gli altri.

– Apple “perderebbe” insieme a Microsoft circa 750 milioni dollari di royalty. Ovvero poco meno del miliardo di dollari che secondo alcuni Google paga ad Apple per rimanere il motore di ricerca di default su iOS.

– Gli analisti non capiscono niente del mondo tablet / mobile: personalmente credo che gli utenti mobile siano molto meno “sensibili” al richiamo di Office (grazie anche alle tantissime alternative online e  non) rispetto agli utenti del mondo dei PC Desktop. E questo è il vero problema di Microsoft.

Eric Schmidt parla di Apple e Android. E sbaglia.

In una recente intervista a Bloomberg  il Chairman di Google, Eric Schmidt, è tornato a parlare di Apple, Android e della “guerra del mobile”.  Nel passaggio principale del suo ragionamento dice:

“E’ in corso un gigantesco cambiamento di piattaforma, come già accaduto 20 anni fa tra Microsoft ed Apple” e ha aggiunto “Stiamo vincendo questa guerra chiaramente.”

Il ragionamento di Schmidt è piuttosto comune e diffuso e si basa su una “simmetria” tra quello che sta succedendo nella guerra iOS e Android riferendola al passato (Mac contro Windows).

La parte interessante delle simmetrie, di solito, è che per funzionare devono essere tali.

Schmidt “dimentica” nel suo discorso alcuni punti fondamentali:

– Quando Windows copiò le idee di Mac, il Mac era un sistema pressoché sconosciuto e utilizzato da pochissimi utenti. La battagliua per la “rilevanza” è state tra le più lunghe e difficile combattute da Apple e ci sono voluti circa 20 anni prima che le persone si accorgessero di Mac o semplicemente decidessero di non ignorarlo “automaticamente” (e ci sono voluti diverse milioni di iPod e di iMac per ottenerlo).

Con iOS la situazione è completamente diversa: tutt’ora è iOS il sistema operativo più citato, utilizzato sul web, copiato, conosciuto (e spesso desiderato) dagli utenti. Ammettendo che Andoid “attivi” quotidianemente molti più device di iOS al momento questo risultato non impedisce agli utenti di acquistare dispositivi basati su iOS, parlarne, riconoscerlo. L’irrilevanza del Mac è davvero, molto molto, lontana.

– Per anni Apple (e il Mac) sono stati considerati dagli sviluppatori mercati secondari e di poca bassa economica.

Qui la situazione è addirittura paradossale. Perché a fronte di un numero maggiore di device Android è, tutt’ora, iOS la piattaforma di riferimento per i developer. I motivi sono diversi e semplici: gli utenti iOS comprano più app, utilizzano di più i dispositivi e sono maggiormenti fidelizzati ai loro device (senza considerare che è molto più semplice sviluppare e testare le app su dispositivi iOS). Inoltre 350 milioni di sistemi basati su iOS sono un numero ghiotto che difficilmente si può considerare “secondario” ( difronte ad un numero così alto i numeri – persino  maggiori – del top player, spostano di poco le scelte)

– Apple mentre faticava a spingere il Mac era impegnata (sempre più) in una difficilissima lotta per la sopravvivenza economica. Mentre Microsoft faceva soldi a palate con Windows e Office.

Qui la situazione è addirittura perfettamente capovolta: è Apple che ha trovato il modello di business veramente redditizio. Il suoi utili fanno impallidire, trimestre dopo trimestre, quelli di quasi tutti i player del settore (dove molti sono addirittura in perdita). Google dal canto suo, regala Android e tutt’ora sembra sia alla ricerca di una qualche strategia economica di lungo periodo (per Android).

Qualcuno avvisi Schmidt che il numero di attivazioni di Android non è l’unico numero che deve stare a guardare. E che forse non ha fatto a tempo a rubare dal Consiglio di Apple (di cui faceva parte) la ricetta completa del successo di iOS.

 

 

 

Caccia a Ottobre rosso

I prossimi giorni si annunciano piuttosto intensi sul fronte mobile: tra l’annuncio atteso dell’iPad mini, quello di Surface (e di Windows 8) di Microsoft, i nuovi Nexus di Google e il rilascio dei nuovi modelli di Fire da parte di Amazon e dei nuovi Lumia di Nokia, tutti i protagonisti “principali” del mondo mobile si preparano a muovere le pedine sull’enorme scacchiera delle vendite di Natale.

Tuttavia due nomi pesanti restano fuori da questa arena: RIM (che continua a promettere il suo nuovo sistema 10, atteso tra qualche mese) e HP che dopo aver avuto in mano la chance Palm (gettata al vento) ha già fatto sapere che per il 2013 nessun prodotto mobile verrà rilasciato (come dice Gruber: “take your time”.

Non so come finirà, ma penso che l’anno prossimo ci saranno decisamente meno contendenti.

 

Se il dito indica il cielo, l’imbecille guarda il dito.

Arriva il nuovo iPhone 5 e puntualmente arrivano le code di utenti davanti agli AppleStore di tutto il mondo.

E Samsung, anche questa volta, diffonde uno spot per prendere in giro gli utenti Apple.

Niente noia.

Il nuovo iPhone 5 è stato accolto in due modi distinti: il nuovo smartphone è stato definito “boring” (noioso) da molti commentatori per le poche (?) novità introdotte (in parte anche perchè “svelate” dai troppi leak degli ultimi mesi); allo stesso tempo Apple ha annunciato il record di preordini (oltre due milioni in un giorno). Se non altro a leggere certe dichiarazioni di commentatori e analisti non ci si annoia mai.

Yes we can.

Amazon, nella giornata di ieri in una lunga e completa conferenza stampa, ha annunciato la nuova gamma Kindle Fire. I nuovi Kindle sono (o almeno sembrano) molto belli, presentano alcune innovazioni tecnologiche interessanti, hanno una interfaccia originale e funzionale. Il modello entry level è molto economico (159 euro) e il nuovo Kindle Fire 7 HD fa sembrare (addirittura) il “nuovo” Nexus 7 di Google piuttosto costoso (!). Peccato solo per la disponibilità effettiva sul mercato prevista a seconda dei modelli e dei mercati tra fine ottobre e novembre.

Amazon non rinuncia nemmeno a far guerra ad Apple proponendo un modello con schermo da 8.9 pollici (qualità Retina), connettività LTE e  32 GB ad un prezzo concorrenziale.  E ovviamente tutti i Kindle Fire presentati accedono ad un intero ecosistema di libri, film e App.Tutti i nuovi Kindle sono basati su Android (anche se in versione ultra customizzata da Amazon, che infatti propone addirittura un App Store “parallelo” a quello di Google).

Amazon dimostra, ancora una volta, che si può (e si deve) far concorrenza ad Apple in modo originale senza dover (ri)copiare pedissequamente i passi di Cupertino.

Quando c’era Steve.

Quando c’era Steve mai, e poi mai, il web si sarebbe riempito di foto e di prototipi di iPhone 5 con 2 mesi di anticipo.

Quando c’era Steve mai, e poi mai, si sarebbe saputa la data di evento Apple alcune settimane prima.

Quando c’era Steve mai, e poi mai, ci sarebbe stata la certezza, o quasi, che possa arrivare un iPad mini e con un lui un (nuovo) mercato gigantesco.

Quando c’era Steve, mai e poi mai, si sarebbe cambiata la filosofia della catena Retail. O almeno non si sarebbe mai saputo.

Quando c’era Steve, i nuovi spot “Genius” non sarebbero stati mai nemmeno prodotti, figurarsi trasmessi durante le Olimpiadi.

Quando c’era Steve, Google, Samsung, HTC, Microsoft e molti altri non avevano altro da fare che aspettare il prossimo, imperdibile, prodotto Apple da copiare.

Arriva Mountain Lion.

John Gruber su Daring Fireball:

 “La mentalità e i rilasci frequenti – Che cosa possiamo rendere più gradevole l’anno prossimo? – potrebbe essere l’aspetto più importante che Apple ha recuperato da iOS e ha riportato sul Mac”

17 milioni di iPad.

Le reazioni ai risultati dell’ultimo trimestre di Apple annunciati ieri sono state “varie”.Per la prima volta in tanto tempo i risultati non sono stati “strepitosi” e questo può portare qualcuno a gridare al “quando c’era Jobs”. In realtà “il meglio deve ancora venire”: nella pipeline di Apple c’è sicuramente il nuovo iPhone, il rinnovo della gamma Mac in salsa “Retina”, un probabile iPad mini (o come si chiamerà), nuovi iPod Touch e nuovi iPod nano.  E all’orizzonte c’è sempre la mitica televsione marchiata Apple (semmai dovesse arrivare).

Insomma di carne al fuoco ce n’è tanta ma i mercati, si sa, vedono solo quello che vogliono vedere (e non vedono quello che non vogliono vedere)

Personalmente non posso non continuare a pensare che Apple, nel trimestre più “sfigato” dell’anno, nella congiuntura economica più “sfigata” degli ultimi anni, è riuscita a vendere 17 milioni di iPad (e il modello più “economico” costa ancora 399 dollari).

E continuo a chiedermi cosa succederà quando (e se) prima di questo Natale dovesse davvero arrivare un modello da 199 dollari…