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Sorpesa: Android è l’obiettivo preferito degli hacker.

BGR riporta che secondo uno studio recentemente diffuso circa l’80% di tutti i tentativi di hacking tramite malware è “riservato” agli utenti Android.

Il dato è addirittura in salita rispetto agli anni passati (nel 2011 era al 66.7%). A dimostrazione che nulla o quasi è stato fatto per tentare di bloccare al situazione e mettere al sicuro i dati degli utenti.

Incredibile, nel verso opposto, il risultato di iOS: solo lo 0,7% dei tentativi è riservato agli utenti della mela.

Sarà anche meglio “open”, ma di sicuro è meno “safe”.

Eric Schmidt parla di Apple e Android. E sbaglia.

In una recente intervista a Bloomberg  il Chairman di Google, Eric Schmidt, è tornato a parlare di Apple, Android e della “guerra del mobile”.  Nel passaggio principale del suo ragionamento dice:

“E’ in corso un gigantesco cambiamento di piattaforma, come già accaduto 20 anni fa tra Microsoft ed Apple” e ha aggiunto “Stiamo vincendo questa guerra chiaramente.”

Il ragionamento di Schmidt è piuttosto comune e diffuso e si basa su una “simmetria” tra quello che sta succedendo nella guerra iOS e Android riferendola al passato (Mac contro Windows).

La parte interessante delle simmetrie, di solito, è che per funzionare devono essere tali.

Schmidt “dimentica” nel suo discorso alcuni punti fondamentali:

– Quando Windows copiò le idee di Mac, il Mac era un sistema pressoché sconosciuto e utilizzato da pochissimi utenti. La battagliua per la “rilevanza” è state tra le più lunghe e difficile combattute da Apple e ci sono voluti circa 20 anni prima che le persone si accorgessero di Mac o semplicemente decidessero di non ignorarlo “automaticamente” (e ci sono voluti diverse milioni di iPod e di iMac per ottenerlo).

Con iOS la situazione è completamente diversa: tutt’ora è iOS il sistema operativo più citato, utilizzato sul web, copiato, conosciuto (e spesso desiderato) dagli utenti. Ammettendo che Andoid “attivi” quotidianemente molti più device di iOS al momento questo risultato non impedisce agli utenti di acquistare dispositivi basati su iOS, parlarne, riconoscerlo. L’irrilevanza del Mac è davvero, molto molto, lontana.

– Per anni Apple (e il Mac) sono stati considerati dagli sviluppatori mercati secondari e di poca bassa economica.

Qui la situazione è addirittura paradossale. Perché a fronte di un numero maggiore di device Android è, tutt’ora, iOS la piattaforma di riferimento per i developer. I motivi sono diversi e semplici: gli utenti iOS comprano più app, utilizzano di più i dispositivi e sono maggiormenti fidelizzati ai loro device (senza considerare che è molto più semplice sviluppare e testare le app su dispositivi iOS). Inoltre 350 milioni di sistemi basati su iOS sono un numero ghiotto che difficilmente si può considerare “secondario” ( difronte ad un numero così alto i numeri – persino  maggiori – del top player, spostano di poco le scelte)

– Apple mentre faticava a spingere il Mac era impegnata (sempre più) in una difficilissima lotta per la sopravvivenza economica. Mentre Microsoft faceva soldi a palate con Windows e Office.

Qui la situazione è addirittura perfettamente capovolta: è Apple che ha trovato il modello di business veramente redditizio. Il suoi utili fanno impallidire, trimestre dopo trimestre, quelli di quasi tutti i player del settore (dove molti sono addirittura in perdita). Google dal canto suo, regala Android e tutt’ora sembra sia alla ricerca di una qualche strategia economica di lungo periodo (per Android).

Qualcuno avvisi Schmidt che il numero di attivazioni di Android non è l’unico numero che deve stare a guardare. E che forse non ha fatto a tempo a rubare dal Consiglio di Apple (di cui faceva parte) la ricetta completa del successo di iOS.

 

 

 

Yes we can.

Amazon, nella giornata di ieri in una lunga e completa conferenza stampa, ha annunciato la nuova gamma Kindle Fire. I nuovi Kindle sono (o almeno sembrano) molto belli, presentano alcune innovazioni tecnologiche interessanti, hanno una interfaccia originale e funzionale. Il modello entry level è molto economico (159 euro) e il nuovo Kindle Fire 7 HD fa sembrare (addirittura) il “nuovo” Nexus 7 di Google piuttosto costoso (!). Peccato solo per la disponibilità effettiva sul mercato prevista a seconda dei modelli e dei mercati tra fine ottobre e novembre.

Amazon non rinuncia nemmeno a far guerra ad Apple proponendo un modello con schermo da 8.9 pollici (qualità Retina), connettività LTE e  32 GB ad un prezzo concorrenziale.  E ovviamente tutti i Kindle Fire presentati accedono ad un intero ecosistema di libri, film e App.Tutti i nuovi Kindle sono basati su Android (anche se in versione ultra customizzata da Amazon, che infatti propone addirittura un App Store “parallelo” a quello di Google).

Amazon dimostra, ancora una volta, che si può (e si deve) far concorrenza ad Apple in modo originale senza dover (ri)copiare pedissequamente i passi di Cupertino.

Amazon prepara il suo Kindle Phone

Secondo Bloomberg:

“Amazon sta sviluppando uno smartphone per competere con iPhone. Il dispositivo sarebbe basato su Android secondo due fonti attendibili”

Se dovesse accadere come per i tablet l’entrata di Amazon nel mondo degli smartphone rischia di mischiare le carte più nel mondo Android (dove al momento Samsung regna sovrana) che in casa Apple.

Non a caso Google è stata “costretta” a rilasciare il Nexus 7 proprio come concorrente del Kindle Fire (oltre che di iPad, ovviamente)

Alla fine arriva Surface.

Microsoft ha da poco presentato il suo nuovo tablet Surface, anche se più corretto sarebbe dire la famiglia di tablet trattandosi di due prodotti ben distinti, uno basato su Intel e l’altro su ARM, entrambi “powered” da Windows 8.

L’azienda di Redmond ha sicuramente “preso in prestito” qualche pagina dal “libro” di Apple:

  • ha presentato un prodotto “chiuso” di cui controlla il design sia dell’hardware che del software di base.
  • ha spinto sul design e sui materiali ed ha “perfezionato” le smart cover aggiungendo una tastiera nella cover
  • segue una strategia “multicolore” di sicuro appeal e che rende il nuovo Tablet più giocoso e meno serioso dei tantissimi concorrenti Android.
D’altro canto Microsoft ha invece decisamente imboccato una strada differente da Apple in altri ambiti:
  • Ha annunciato un prodotto senza dire ne quanto costa, ne quando sarà disponibile, ne in quali mercati. Argh.
  • ha confuso sin da subito gli utenti e la linea di prodotti presentando due versioni dello stesso tablet basate su due architetture differenti (e quindi con possibilità molto diverse dal punto di vista software ed anche differenze di design)
  • ha chiarito, molto bene, che la tastiera non viene considerata dalle parti di Redmond come un optional ma quasi come un must-have.
  • sembra che abbia preferito uno schermo a bassa risoluzione contrariamente alla “moda” degli ultimi tempi.
Avrà successo la strategia di Microsoft? Per saperlo bisognerà attendere l’arrivo effettivo sul mercato, il quando determinerà anche quali saranno i competitor diretti.
Quella di Microsoft è però una scelta coraggiosa e dimostra (a Samsung e agli altri) che si può pensare un tablet diverso (almeno in parte) da quelli di Apple ma soprattutto Redmond va in netta controtendenza con quanto accade dalle parti di Android dove, tra Kindle Fire e indiscrezioni per la prossima Google I/O, sembra si preferisca invece evitare lo “scontro frontale” con iPad e optare per schermi di piccole dimensioni e prezzi più contenuti.

 

Se non puoi batterli (in aula), sbattili fuori.

Da qualche giorno continuano a rimbalzare news sul (presunto) abbandono di Apple alle Google Maps a partire da iOS 6.

Il Wall Street Journal, in un lungo e dettagliato resoconto, svela alcuni retroscena “gustosi” e fa una stima dei “danni” che Google subirà dalla “dipartita” dei dispositivi iOs:

  • “Nel breve periodo, Google perderà le revenue dervianti dagli ads e soprattutto perderà informazioni su quali ricerche “locali” gli utenti effettuano, informazioni che Google stessa utilizza per “spingere” la vendita di ads presso i commercianti. Nel lungo periodo, è probabile che colpirà la possibilità per Google di generare revenue direttamente dall’utilizzo delle mappe”
  • “Le azioni di Samsung Electronics hanno perso più del 6%, facendo crollare di circa 10 miliardi di dollari il valore di mercato del colosso coreano, a seguito di un report secondo il quale Apple ha effettuato un massiccio ordine di chip presso la Elpida, produttore giapponese rivale di Samsung”

In sostanza nello stesso arco di tempo in cui Apple è impegnata in una lunga e complessa serie di azioni legali nei confronti di Samsung (oltre 30 cause aperte) per i suoi telefonini “simil” iPhone ed indirettamente nei confronti di Google per Android, in un altro campo Apple sembra liberarsi (almeno in parte) dei prodotti dei suoi concorrenti.

C’è da notare che mentre in ambito legale la battaglia sembra “speculare”, ad ogni azione legale di Apple contro Samsung ma anche contro HTC e Motorola (ormai Google), le stesse rispondono con controazioni legali, sul fronte puramente economico di acquisto di beni o servizi Apple può “liberarsi” dei suoi competitor ma non è vero il contrario.